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MODI DI DIRE
Conté dla rava e dla fava. Letteralmente: raccontare della rapa e della fava, ovvero chiacchierare del più e del meno, fare chiacchiere senza venire al dunque.
Buté 'n papin s'na gamba 'd bòsch. Letteralmente: mettere un impacco su una gamba di legno, ovvero fare una cosa inutile. oppure usare un rimedio assolutamente insufficiente al bisogno.
L'armanach a marca patele. Letteralmente: il calendario indica botte, ovvero ... se continui così te le prendi.
PItòst che la ròba a vansa, ch'a chërpa la pansa. Letteralmente: piuttosto che la roba avanzi, che crepi la pancia, ovvero non lascire che nulla vada sprecato, a qualunque costo. Altro detto che viene dal periodo di vita grama, quando avanzare qualcosa che domani non ci sarebbe più stato pareva un'enormità.
Andé coma na barca ant un bòsch. Letteralmente: andare come una barca in un bosco, ovvero non andare un granché bene. Risposta negativa alla domanda coma a và-lo? = come va?.
Avèj la blëssa 'd l'aso. Letteralmente: avere la bellezza dell'asino, ovvero quando si è giovani, bene o male si è belli tutti. Compresi quelli che presto saranno irrimediabilmente brutti.
Da vende e da pende. Letteralmente: da vendere e da appendere, ovvero in abbondanza, fin che se ne vuole, e ne avanza ancora.
Fé 'l lun-es. Letteralmente: fare il lunedì, ovvero essere "in mutua" a causa della bisboccia. Deriva da quando gli operai lavoravano sei giorni pieni alla settimana e venivano pagati al sabato. Spesso lo svago della domenica era l'osteria, finanziata dalla paga settimanale, e la cosa si concludeva a volte con una solenne sbornia. Il lunedì mattina, non tutti erano in grado di tornare a lavorare. L'uomo serio e responsabile era quello che poteva vantare: I l'hai giumai fàit ël lun-es.
Esse nen bon a trové d'aqua an Pò. Letteralmente: non essere capaci a trovare acqua in Po, ovvero non saper fare cose semplicissime.
Mostré ai gat a rampié. Letteralmente: insegnare ai gatti ad arrampicarsi, ovvero voler dare consigli a chi ne sa molto di più.
A l'é méj cariélo che ampinìlo. Letteralmente: è meglio caricarlo che riempirlo, ovvero è uno che mangia come un lupo, più di quello che potrebbe caricarsi e trasportare.
A l'é l'ùltima roa dël cher. Letteralmente: è l'ultima ruota del carro, ovvero è l'ultima cosa di cui ti devi preoccupare, c'é altro di più importante.
Vate a caté 'n casul. Letteralmente: vai a comperarti un mestolo. È un modo "gentile" per mandare qualcuno a quel paese.
Esse an sël tòch. Letteralmente: essere sul pezzo. Indica l'essere in servizio, essere al lavoro. It ses-to già 'n sël tòch? = sei già sul pezzo? ovvero: sei già al lavoro? stai già lavorando?. Deriva dal linguaggio di officina.
PROVERBI
J'aso 'd Cavour a-i é gnun ch'a-j lauda, as laudo da lor. Letteralmente: Gli asini di Cavour c'è nessuno che li loda, si lodano da loro (stessi). Rivolto a ridimensionare chi si loda.
A fésse graté da j'àutri, ... a grato mai andova a smangia. Letteralmente: A farsi grattare dagli altri, ... non grattano mai dove prude. Non sperare che gli altri possano risolvere bene i tuoi problemi.
Chi bin as ancamin-a,.. a l'ha 'ncora tut ël travaj da fé. Letteralmente: Chi ben comincia,... ha ancora tutto il lavoro da fare. Come dire che non basta incominciare bene se non si persevera fino alla fine del lavoro.
As ciapa pì ampressa un busiard che un sòp. Letteralmente: Si prende prima un bugiardo che uno zoppo. Come dire che le bugie non fanno molta strada.
Chi bél a veul ëvnì, quaicòs a l'ha da sufrì. Letteralmente: Chi bello vuol venire, qualcosa deve soffrire. Come dire che non si può ottenere qualcosa senza l'impegno necessario.
Për gnente gnanca ij can a bogio la coa. Letteralmente: Per niente neppure i cani muovono la coda. Come dire che non si può contare sul fatto che qualcuno dia qualcosa senza volere niente in cambio.
A l'é méj n'aso viv che 'n dotor mòrt. Letteralmente: È meglio un asino vivo che un dottore morto. Come dire che inon bisogna rischiare cose importanti per ottenere quello che vale di meno.
Na cativa lavandera a treuva mai na bon-a pera. Letteralmente: Una cattiva lavandaia non trova mai una pietra buona.. Come dire che quando non si vuole o non si sa fare un lavoro, si trovano sempre scuse per dire che non si può.
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