Scambi turistici e culturali e possibilità per i giovani argentini di origini piemontesi di svolgere stage nelle aziende del Piemonte: si deve partire da qui per rafforzare i rapporti con la comunità piemontese in Argentina. È quanto emerso nell’incontro tra il presidente del Consiglio regionale del Piemonte Stefano Allasia, e la delegazione della Fapa (Federacion Asociaciones Piemontesas Argentinas), guidata da Edelvio Sandrone, in questi giorni in Italia per porre le basi per nuove forme di collaborazione tra i piemontesi emigrati e la loro terra d’origine.

All’incontro, svoltosi mercoledì 9 ottobre a Palazzo Lascaris, erano presenti anche i componenti dell’Ufficio di presidenza Michele Mosca e Gianluca Gavazza, e i consiglieri Alberto Preioni e Andrea Cerutti. Per la Giunta regionale ha presenziato il vicepresidente Fabio Carosso.

“Anche in occasione dei cinquant’anni della Regione Piemonte, che si celebreranno nel 2020, vogliamo tenere alta l’attenzione a non disperdere i valori e le tradizioni del nostro territorio. Tutti noi abbiamo avuto un antenato emigrato, per cui siamo vicini alle nostre comunità e vogliamo riprendere a tessere rapporti sempre più fitti, seguendo l’opera avviata dall’allora assessore Gipo Farassino”, ha affermato Allasia.

Sono più di quattro milioni gli argentini di origine piemontese, molti dei quali sono in possesso della doppia cittadinanza. La Fapa ha incominciato a porre le basi del suo operato nel 1973, quando quattro associazioni di emigrati si ritrovarono a Córdoba, oggi ne raggruppa sessantadue.

Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche José Luis VaraLaura MoroLorenzo MerloFelix Ridolfi,espressioni di varie comunità di piemontesi; lo chansonnier Piero MontanaroUgo Bertello, vicepresidente dell’Associazione Piemontesi nel Mondo, che ha sottolineato il grandissimo contributo che i nostri corregionali hanno dato e danno all’emigrazione italiana, in particolare in Argentina, Uruguay, nel Sud del Brasile e in America del Nord.

La delegazione argentina si è soffermata sull’opportunità di favorire i gemellaggi tra i Comuni e di utilizzare il ruolo delle corali e dei gruppi musicali e folkloristici per aiutare a diffondere la cultura piemontese in Argentina. Ma anche di promuovere l’insegnamento delle lingua italiana e del Piemontese presso le ultime generazioni di emigrati.

“I più giovani si sentono infatti meno legati alle terre d’origine rispetto ai loro genitori, ma hanno voglia di conoscere sempre più le loro radici e che cosa hanno fatto i loro antenati” ha spiegato Sandrone.

Piena disponibilità a collaborare per far sentire la vicinanza del Piemonte è stata poi confermata dagli interventi di Carosso e dei consiglieri presenti, con Gavazza che si è rivolto agli ospiti proprio in Piemontese.

Al termine dell’incontro, la Fapa ha rivolto l’invito affinché le istituzioni piemontesi siano presenti il prossimo mese di aprile al Congresso dei Piemontesi d’Argentina, che si terrà a San Francisco, nella provincia di Córdoba, sede della più vecchia associazione fondata dai primi emigrati piemontesi a fine Ottocento.

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