L’educazione per una corretta informazione contro il dilagare di fake news è una delle questioni centrali del nostro tempo. Per questo, alla vigila del Safer Internet Day – Giornata mondiale dedicata all’uso positivo di Internet, il Consiglio regionale e il Corecom Piemonte lanciano un’iniziativa dedicata alle scuole superiori di secondo grado della regione. Da martedì 9 febbraio verrà distribuito un prontuario che contiene le linee guida che i ragazzi potranno seguire per distinguere la corretta informazione dalle fake news. Allo stesso tempo, gli oltre 176 mila studenti e studentesse avranno la possibilità di rispondere a un questionario online e di restituire al Corecom e all’Ufficio scolastico regionale una mappa che rappresenti la consapevolezza acquisita dai ragazzi sul tema.
L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale e con il patrocinio di Regione Piemonte, Città di Torino, Ordine dei Giornalisti del Piemonte e Agcom. “La libertà di parola, di stampa e anche della stessa satira, rappresentano fondamenti a cui non possiamo rinunciare, perché sono  le basi per la costituzione di una società libera, democratica e civile. Questo però non si deve assolutamente confondere con la libertà di produrre e divulgare notizie palesemente false, perché la disinformazione può condizionare le opinioni e le discussioni pubbliche, creando danni economici e sociali, e compromettendo la credibilità dell’intero sistema dell’informazione”, ha spiegato il presidente del Consiglio, Stefano Allasia, durante i saluti introduttivi.
Il contrasto alla disinformazione è un elemento costitutivo del Corecom piemontese che, come sostiene il presidente Alessandro De Cillis, “ha nel proprio Dna il dovere di occuparsi della relazione tra i minori e il mondo dell’informazione, in un contesto positivo come quello del Piemonte che per primo ha approvato una legge regionale sul cyberbullismo. Inoltre siamo i primi in Italia ad aver sottoscritto un accordo con Il Garante per la Privacy sulla tutela dei minori sui social. E’ per questo motivo che abbiamo fortemente voluto realizzare un progetto formativo che, per il tramite dell’Usr e del corpo insegnanti, arrivi agli studenti”.
“Nel continuo dilagare di contenuti volutamente disinformativi – ha aggiunto il presidente della Regione, Alberto Cirio – le istituzioni hanno un ruolo davvero fondamentale perché, in questo periodo già socialmente difficile, non si può permettere a coloro che cercano visibilità di pubblicare menzogne e realtà distorte. Dobbiamo trasmettere ai nostri giovani la capacità di analisi critica rispetto alle informazioni che ci arrivano dall’esterno”. “Viviamo in un contesto dove siamo inondati di informazioni, da canali tradizionali a canali social. Questo ci deve interrogare sul costruire una coscienza critica e dare strumenti a ragazzi e ragazze per riuscire a comprendere e distinguere le informazioni dalle notizie false, verificare le differenze tra titolo e contenuto senza cadere nella trappola del click”, ha spiegato la sindaca di Torino Chiara Appendino. Oltre alle Istituzioni, il Corecom ha fortemente voluto coinvolgere gli operatori del settore dell’informazione operanti sul territorio, per consentire agli studenti di avere un ampio parterre di fonti di informazioni da cui attingere e agli editori di poter entrare in contatto con migliaia di nuovi potenziali lettori.
Per Laura Arìa, commissaria Agcom “i giovani sono i più esposti ai rischi ed essere nativi digitali non vuol dire possedere tutti gli strumenti. Dobbiamo farci carico del digital divide culturale non pensando che i problemi si risolvano da soli. Con la pandemia le fake news sono aumentate esponenzialmente a livello globale, l’Europa con il Digital Service Act ha introdotto maggior responsabilità per le piattaforme online, chiedendo più trasparenza e vigilanza”.
“L’iniziativa coglie un punto fondamentale: l’educazione per consentire ai ragazzi di discernere”, ha aggiunto Antonio Martusciello, docente di Diritto della Comunicazione allo Iulm e già commissario Agcom. “Una ricerca dell’Università di Firenze e della Sapienza ci dice che nell’ultimo anno gli adolescenti che trascorrono più di cinque ore davanti a un device sono passati da 3 su 10 a 6 su 10, quindi sono molto più esposti ai rischi. Da una ricerca Agcom il 78% dei giornalisti ha dichiarato di imbattersi in una notizia falsa almeno una volta a settimana e il 22% ogni giorno. Il rischio in rete è enorme e si può superare solo fornendo strumenti alle persone”.
Infine Pierangela Dagna, dirigente tecnico Usr, ha sottilineato che “questo tipo attività ha l’obiettivo di dare strumenti per riconoscere le informazioni vere da quelle false, saper classificare le tipologie di contenuti, saper distinguere le fonti atto dalle fonti fatto, le norme su diritto d’autore e privacy. La capacità dell’utilizzo del mezzo va coniugata con la consapevolezza”.
In questa prima fase saranno coinvolti 176.783 allievi. Entro la fine dell’anno scolastico 2020/2021 il progetto sarà esteso anche alle scuole secondarie inferiori e il prontuario e il questionario saranno accompagnati da un video tutorial. A seguire, sarà data la possibilità alle scuole e ai mezzi di informazione che hanno aderito all’iniziativa di istituire di laboratori giornalistici e visite presso le redazioni.

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